Emilio Pucci. Dalle Olimpiadi all’Apollo 15

7 agosto 1971. Di rientro dalla più lunga missione lunare sino ad allora operata, in un punto dell'Oceano Pacifico ammara l'Apollo 15. La missione è stata un successo sotto ogni punto di vista, la NASA può essere soddisfatta. Dovremmo esserlo anche noi. Anche se la cosa al tempo non fa molto rumore, sulla Luna ci siamo stati anche noi. Con un astronauta? No, con un marchese dalla vita avventurosa, pioniere e firma tra le più belle dell'alta moda italiana.
 Marco Panella
Emilio Pucci

Apollo 15, qui è Okinawa. Avete un paracadute allungato, preparatevi per un impatto duro”. Su tre, un paracadute in meno aperto significa una velocità di discesa di circa 10 metri al secondo contro i poco più di 8. Da bordo arriva l’unica risposta possibile “Roger”.
Sono le 20,45 UTC del 7 agosto 1971 quando il modulo di comando Endeavour fa splashdown in un punto del Pacifico a circa 330 miglia nord da Honolulu. In poco tempo i tre astronauti sono recuperati dall’elicottero Sikorsky Sea King che li porta a bordo della USS Okinawa. La missione lunare è stata un successo. Un successo per gli Stati Uniti, per la Nasa, ma anche un po’ per l’Italia.

Apollo 15
(7 agosto 1971. Apollo 15 splashdown)

La nostra storia su Apollo 15 inizia l’anno prima

Cuore di Firenze, 20 maggio 1970. A poche centinaia di metri da piazza della Signoria, tra le mura di un palazzo del 1500, un elegante signore di mezza età maneggia una lettera trovata al rientro da un lungo soggiorno all’estero. L’ha letta e non può fare a meno di mettersi subito alla macchina da scrivere, inserire un foglio di carta intestata e rispondere. Quello che alleggia nella lettera lo entusiasma, lo proietta nella sua voglia di futuro e gli concede il sapore di un passato che è stato suo. La lettera è firmata dal colonnello Davis Randolph Scott. Astronauta in forza alla Nasa, già in orbita con Armstrong nel 1966 su Gemini 8 e comandante pilota su Apollo 9 nel 1969, Scott è ora in training per la sua terza missione: Apollo 15, destinazione Luna.
Il palazzo del 1500 si chiama Palazzo Pucci e si trova in via dei Pucci. Il signore distinto che mentre scrive la risposta ondeggia tra passato e futuro, si chiama Emilio Pucci di Barsento.

Emilio Pucci
(Emilio Pucci)

Emilio Pucci

Nato a Napoli nel 1914 da padre con lignaggio di antica aristocrazia fiorentina e da madre napoletana di solida famiglia borghese, Emilio ha una vocazione per lo sport e in particolare per lo sci, dove eccelle sino a essere selezionato per la squadra olimpica per le invernali del ’36 di Garmisch.  Passata senza clamore l’esperienza olimpica, per Emilio si apre la strada del college; va in Oregon dove studia, si laurea in scienze sociali e continua a sciare. Non solo; appassionato di arte e pittura, si diverte a disegnare la divisa per la squadra del college. Piace, ma la cosa finisce lì. Al rientro in Italia Emilio segue un’altra sua grande passione: il volo. Al momento della chiamata di leva sceglie la Regia Aeronautica. Dopo qualche problema iniziale, finalmente viene ammesso al corso di pilotaggio di Viterbo e diventa ufficiale di complemento. Tutto questo in tempo utile per farsi una guerra che lo vede guadagnare tre medaglie di argento e due croci di guerra. È sempre in questi anni che matura una più che solo amichevole relazione con Edda Ciano Mussolini, al punto da essere anche protagonista dell’avventurosa vicenda dei diari del marito Galeazzo che, inutilmente, Edda cercherà di riscattare con la vita del marito che, invece, sarà tra i gerarchi fucilati a Verona per l’altro tradimento del 25 luglio.
Il 20 maggio 1970 Emilio Pucci è già da oltre 20 anni pioniere e protagonista assoluto della moda italiana nel mondo, ma nel leggere Scott che gli chiede di disegnare il crest per l’Apollo 15, si emoziona. Certo che disegnerà il crest e sarà molto onorato e felice di farlo, risponde. I ringraziamenti per essere stato inviato ad assistere al lancio non sono di circostanza.  Il passato passa solo in apparenza e lui, al volo, non ha mai smesso di appartenere.

Emilio Pucci
(Emilio Pucci)

Alla moda quasi per caso

Come dicevamo, il rientro in Italia dopo il soggiorno americano per Emilio Pucci significa Aeronautica, guerra, coraggio, medaglie, Edda, il diario del marito fucilato, l’intrigo, la Gestapo, le torture a San Vittore, la Svizzera e l’ospedale.
Poi la guerra finisce, la vita riprende e una colorata tuta da sci che aveva disegnato per un’amica è fotografata su Harper’s Bazar. Cambia tutto, o forse tutto si rimette in ordine.
Il fluo irrompe sulla scena, stupisce e ammalia, la boutique di Capri diventa tappa fissa per il jet set che frequenta l’isola, la sfilata di Villa Torrigiani del 1951 segna la nascita dell’alta moda italiana e il lancio dell’atelier Pucci.  La sede, naturalmente, nell’omonimo Palazzo di famiglia dove ancora è oggi.
Nel 1970 Emilio Pucci è sugli scudi, il suo stile ha portato colore e innovazione nei tessuti e nella loro tecnica di stampa o forse, come a lui piace dire, semplicemente gioia. Quando disegna il crest dell’Apollo 15 si rivede trenta anni prima pilotare l’SM 79 sui cieli dell’Egeo e sull’SM 84 dare assalto a quelli di Malta.  Si rivede e immagina loro, i tre astronauti. Li immagina avvinarsi alla Luna librandosi in volo leggeri come uccelli e allora ferma l’attimo e proprio così li disegna: tre ali di rondini che si accompagnano una con l’altra, strette non nei suoi amati colori fluo, ma nel rosso, bianco e blu delle stelle e strisce americane.

12 giorni, 7 ore, 11 minuti e 52 secondi

Tanto è durata la missione dell’Apollo 15, la più lunga sino ad allora. Alle 20,45 del 7 agosto, quando la navicella ammara nel Pacifico e gli astronauti sono recuperati e portati a bordo della USS Okinawa, tutti tirano un sospiro di sollievo. Il ricordo del rientro drammatico e fortunatamente non tragico dell’Apollo 13 è ancora estremamente vivo.
La missione Apollo 15 è stata un successo scientifico, tecnologico e anche mediatico.

Apollo 15
(Apollo 15. L’equipaggio)

Nei circa 3 giorni passati in attività extraveicolare sul suolo lunare, Scott e Irwin hanno collaudato e usato uno degli strumenti spaziali più innovativi: il Lunar Roving Vehicle. Il rover, questo il nome con quale diventerà universlmente noto veicolo costruito da Boeing e General Motors, era poco più di un telaio a ruote alimentato da quattro batterie non ricaricabili e manovrato da una cloche, ma è stato il primo veicolo impiegato in ambiente non terrestre, ha consentito agli astronauti una portata di esplorazione e manovra mai avuta prima ed è stato uno degli strumenti spaziali più assimilati nell’immaginario popolare. Oltre al rover, l’Apollo 15 annovera la prima passeggiata nello spazio profondo, con Alfred Worden che rimane in un punto tra Terra e Luna per 45 minuti. Il sovietico Leonov era uscito dalla sua Voskhod 2 già nel 1965, ma in orbita terrestre. Altra cosa. Importanti poi i numerosi esperimenti condotti sia a bordo che sul suolo lunare e i 77 chili di reperti portati sulla Terra, tra questi la Roccia della Genesi datata oltre quattro miliardi di anni. Aneddoto di cronaca invece il viaggio non autorizzato di 400 cartoline postali, portate a bordo per iniziativa degli astronauti su incarico e compenso di un commerciante filatelico. Alla scoperta della cosa ne nacque un’inchiesta interna che portò prima alla loro sospensione dai voli e poi alla radiazione dagli organici Nasa.
Nessuno di loro volerà più, neanche Worden, l’unico che anni dopo sarà riabilitato.

Apollo 15 crest
(Apollo 15. il crest disegnato da Emilio Pucci)

Il marchese sulla Luna

Uomo capace di lasciare un segno profondo nel suo tempo, avventuroso, creativo, Emilio Pucci sperimentava forme e colori non per ego personale, ma per ansia di futuro, amore del passo di corsa e del volo ardito. La creatività è sempre un atto di coraggio e al coraggio di Emilio Pucci sono medaglie non solo argenti e croci di guerra, ma i colori audaci, gli abbinamenti e le sintesi inaspettate che è stato capace di vedere prima di altri e che hanno contribuito a fare grande la moda italiana. Con le sue ali di rondine sul crest dell’Apollo 15, Emilio Pucci è stato il primo a portare un pezzo d’Italia sulla Luna, un pezzo di Italia creativa, erede della grande tradizione umanistica e rinascimentale di cui Firenze è stata tanta Patria e lui interprete moderno.
Cinquantaquattro anni dopo il rientro terrestre dell’Apollo 15, le rondini di Emilio Pucci ci piace immaginarle volare ancora.

 

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Marco Panella, (Roma 1963) direttore editoriale di Sportmemory, giornalista, scrittore. Ha pubblicato i romanzi "Io sono Elettra" (RAI Libri 2024) e "Tutto in una notte" (Robin 2019), la raccolta di racconti "Di sport e di storie" (Sportmemory Edizioni 2021), i saggi "Pranzo di famiglia. Una storia italiana" (Artix 2016), "Fantascienza. 1950-1970 L'iconografia degli anni d'oro" (Artix 2016), "Il Cibo Immaginario. Pubblicità e immagini dell'Italia a tavola"(Artix 2015).

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