Il fischietto che cambia la storia del calcio

Un fischietto, inciso con date e nomi anteriori alla versione ufficiale, riemerge dal passato e mette in discussione le origini del calcio moderno. Più che un cimelio, una prova capace di restituire al football dei pionieri una verità sorprendente.
 Sabrina Trombetti
Football inglese

Undici giovanotti, per lo più universitari dei migliori college britannici, inseguono un pallone di cuoio ovoidale, con scarponi da cricket dalla punta rinforzata in ferro, per tirarlo dentro due pali di legno uniti all’ estremità da una cordicella neanche troppo tesa…
Kick- off!!!
Passa…schiva….para…tira…
Goal!!!
In mezzo alla contesa, vestito in un elegante tight a coda, c’è lui, il custode delle regole, mister referee che, per mantenere l’ordine in campo, ed evitare le scorrettezze che non si addicono al fair play, sventola, con l’aplomb richiesto dall’etichetta vittoriana, un fazzolettino bianco posto nel taschino della giacca.

Dalle piazze inglesi alla rivoluzione popolare del football

Così come negli altri paesi (compresa l’Italia) in cui i giochi con palla venivano praticati alla rinfusa nelle campagne o nelle piazze pubbliche, anche nell’ Inghilterra di metà Ottocento il football era uno sport molto popolare, che appassionava, in particolare, i ceti, senza offesa, più umili“, esordisce Aldo Rossi Merighi, presidente dell’Associazione S.Anna che, da oltre dieci anni, promuove la mostra “Un Secolo d’Azzurro“, la più grande esposizione d’Italia sulla storia della Nazionale e che raccoglie oltre 500 cimeli originali.
Solo successivamente e per pochissimo tempo, con l’avvento della borghesia e la nascita dei primi circoli sportivi, i club riservati agli aristocratici – afferma – si tentò di restringerlo a una élite, ma lo stratagemma non funzionò perché, fin da subito, soprattutto il mondo operaio cominciò ad affollare gli stadi di tutto il Regno Unito. Questo improvviso e straripante fenomeno sociale di massa provocò un netto cambiamento di mentalità e di prospettiva; fu un’autentica rivoluzione nella chiusa e rigida mentalità dell’epoca che aprì, anzi spalancò, le porte al calcio moderno”.

L’arbitro cambia volto: dal fazzoletto al fischietto

Toccata con mano l’impossibilità di ridurre il calcio al classico “the most beautiful game” tra gentleman facoltosi o di sangue blu, la Football Association (che nel 1863 sancì le regole ufficiali) dovette tornare sui suoi passi ed ammettere l’urgente necessità della presenza in campo di un arbitro più professionale che potesse fermare il gioco anche nei momenti più concitati.
Per questo motivo, avvenne un passaggio chiave nell’ evoluzione del calcio che oggi potrebbe far sorridere ma che allora ebbe un effetto, a dir poco, dirompente: la sostituzione nella dotazione domenicale dell’arbitro del tradizionale fazzoletto bianco con un fiammante fischietto!!!  
La sua introduzione fu lenta e graduale, – rileva Rossi Merighi- e ad oggi tutte le informazioni su questo tema erano frammentarie ed incerte, sembravano addirittura collegate ad un altro sport, il rugby. Assolutamente falso e la nostra recentissima scoperta lo dimostra in modo inequivocabile, possiamo dire, con una punta di orgoglio italico, che abbiamo corretto i “maestri inglesi”.

Un cimelio capace di riscrivere la storia del calcio

Ma, allora, può mai un piccolo oggetto di metallo, ritornato alla luce dopo oltre 150 anni, riscrivere la storia del Football?
La giusta risposta ad una domanda così temeraria e audace richiederebbe, quanto meno, una ricerca molto approfondita sui rarissimi manuali specializzati dell’epoca o se preferite il supporto, rapido ed immediato, ormai irrinunciabile dell’intelligenza artificiale.
Ma se anche quest’ultima fosse clamorosamente smentita dai fatti? Rossi Merighi spiega che da oltre quindici anni, nelle aste di tutto il mondo, la sua Associazione ricerca i cimeli più iconici dell’origine del football. Da sempre, fa notare, il collezionismo è cultura universale, e abbinato allo studio e alla ricerca di fonti e di oggetti diventa uno strumento potentissimo, quasi indispensabile, per far luce su eventi del passato, spesso dimenticati.
Per questo motivo, quando ci siamo imbattuti in un antichissimo fischietto inglese, custodito come una reliquia in un cofanetto di madreperla intarsiato con lo stemma della Football Association, – puntualizza Rossi Merighi – ci siamo incuriositi e per saperne di più abbiamo provato ad interrogare i più noti motori di ricerca del web tra cui Google, Wikipedia, Gemini e ChatGPT chiedendo loro in quale anno gli arbitri cominciarono ad utilizzare questo strumento durante le partite”.
Ecco la loro risposta: “Il fischietto – afferma – fu introdotto per la prima volta nel calcio nel 1884 per merito dell’inventore britannico Joseph Hudson, che brevettò il celebre ACME Thunderer. Logicamente – aggiunge – abbiamo preso per buona questa data fino a quando con nostra grandissima sorpresa abbiamo però notato che su ogni lato del nostro cimelio erano presenti delle piccolissime, quasi invisibili incisioni”.

1872/1873
FA Cup
Lilie Bridge
Wanderes vs Oxford city
Alfred Stair

Alfred Stair, il primo grande arbitro del football

Il signor Alfred Stair – sottolinea – è stato uno dei ” first referee” , forse il primissimo in assoluto, della storia del calcio, anche uno dei migliori. Nell’Inghilterra di fine Ottocento diresse competizioni nazionali (tra cui le prime tre finali della FA Cup, il torneo più antico del mondo) ed internazionali che iniziarono proprio nel 1872 con la partita Scozia- Inghilterra giocata a Glasgow“. “Non sappiamo – sostiene – se fu lui stesso oppure la Football Association ad incidere queste dettagliate e fondamentali informazioni, prima o dopo il match, sicuramente ne fanno un oggetto unico nel suo genere“.

La scoperta che corregge un falso storico

Il suo importantissimo ritrovamento – fa notare – ci permette, senza ombra di dubbio, di correggere un clamoroso falso storico anticipando addirittura di ben dodici anni l’ingresso del cosiddetto “whistle” come supporto nel settore arbitrale e soprattutto abbiamo la prova schiacciante di come sia uno strumento al 100% made in football. Lo esporremo, in anteprima – annuncia – al Football Jersey Expo, il maxi evento di collezionismo calcistico che si svolgerà a settembre, a Torino, all’interno dell’Allianz Stadium”.

Quando l’occhio umano batte l’intelligenza artificiale

Potremmo quindi dire che, dopo aver assistito ad uno dei Mondiali più tecnologici di sempre con Var, goal line tecnology, ref cam e arbitri simili a Robocop, per una volta, l’occhio umano ha battuto l’intelligenza artificiale. Solo una vittoria di Pirro?

 

 

 

Sabrina Trombetti, promotrice della Mostra antologica "Un Secolo d'Azzurro", patrocinata dalla FIGC. Rappresentante di Interessi alla Camera dei Deputati per il Terzo settore e lo Sport. Autrice di due proposte di legge sul collezionismo minore e sulla cultura sportiva e del territorio. Giornalista professionista da numerosi anni per carta stampata, tv e radio, ed editorialista sportiva.

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