La prima volta che l’ho visto era piccolo, talmente piccolo da non lasciar presagire quello che sarebbe diventato. Piccolo, eppure perfetto con le sue sponde dove non un solo filo d’erba era fuori posto ma, anzi, si mostravano perfettamente allineati e coperti, come se fossero stati pettinati perfettamente. E poi quel verde! Il verde veramente speciale dei suoi prati, ricco di una tonalità ignota, dipinto da chissà quale mano d’artista misterioso. Ero in Svizzera, e scendevo felice in bici dal Simplon Pass, dopo la lunga salita dal versante italiano.

Il Rodano
Non sapevo fosse un fiume così importante, tanto era piccolo, ma forse sarebbe meglio paragonarlo a un neonato visto che lui, il fiume, era nato solo pochi chilometri indietro.
Stavo andando a Londra e lui pareva mi seguisse, abbiamo fatto assieme tutto il lungo fondovalle in leggera e gradita discesa fino a Martigny, poi quando ho girato la bici di novanta gradi, anche lui ha fatto la stessa cosa, e assieme abbiamo continuato verso nord. A Montraux, lui ha pensato di formare il Lago di Ginevra, quel bellissimo specchio d’acqua a forma di mezza luna, posta in orizzontale, con appunto Montraux come limite orientale e Ginevra a occidente. A quel punto ho pedalato sulla bella ciclabile del lago, nella parte superiore, fino alla metà esatta coincidente con la città di Losanna. Li le nostre strade si sono separate, io da Losanna ho puntato decisamente a nord cercando il valico di Vallorbe per entrare prima in Francia, Parigi, poi ancora la Manica e finalmente Londra (ma quella è un’altra storia). Il Rodano, dopo avermi salutato, continua la sua corsa verso ovest con la configurazione da Lago, e solo a Ginevra riprende le sue autentiche sembianze di fiume, abbandonando la Svizzera ed entrando con decisione in Francia. All’inizio di questa sua nuova avventura in terra francese, il Rodano non è ancora poi molto grande, ma soprattutto è completamente spaesato, non sa proprio cosa fare. Così riprende il suo cammino puntando a sud-ovest, ma dopo un centinaio di chilometri cambia completamente direzione andando nord-ovest e a quel punto gira ancora fino a incontrare la città di Lione, dove finalmente, trova pace. Si tranquillizza, e fa il suo incontro strepitoso.

La Saona
Quando il Rodano a Lione incontra la Saona, questo imponente fiume che arriva dal nord, è subito colpo di fulmine; proprio a Lione si fondono in uno solo, col nome Rodano. In pace, a quel punto non avrà più un tentennamento, prosegue la sua corsa deciso verso sud, senza quasi nessuna curva, senza un meandro, senza ripensamenti. Continua a correre con una maestosità che non ha mai avuto; è cresciuto di portata, acquista responsabilità e. stregato dal suo incontro con la Saona, rende fertili tutte le terre che incontra. La sua soddisfazione cresce ogni chilometro, fino a quando completamente appagato non può più trattenersi e, per riversare tutto il suo incontenibile seme nel Mediterraneo, straborda!
Ma questo non è un male, la sua incontinenza ha generato un delta, una terra stupenda, la regione della Camargue, e ha voluto regalarci, proprio alla fine, un’ultima gemma, l’ultimo lembo di terra prima di cedere definitivamente le sue ricche acque al Mediterraneo, la sua corsa finisce a: Port Saint Louise Du Rhone, con una spiaggia d’oro lunga 10 chilometri.
La Plage de Napoleon! È questa la mia prossima meta.
Ce lo promettemmo anni fa a Losanna, quando ci separammo.
Ora il FlixBus sta portando me e la mia bici a Ginevra, e oggi stesso ri-comincerò a pedalare per incontrarlo…