Jeff Napier. L’americano del Tigullio

Chi negli anni '90 ha vissuto la straordinaria rinascita del Dinghy '12 in Italia e poi Mitteleuropa, Turchia e Giappone non può non aver conosciuto Jeff Napier, più somigliante a un attore hollywoodiano che a un serio avvocato impegnato a fare grande la nautica negli Stati Uniti, trapiantato poi in Italia per amore di una yachtwoman ligure.
 Gianni Magnano
Jeff Napier

Jeff Napier, classe 1939, avvocato di Chicago laureato alla National Western University, per scelta entra nel mondo della Nautica e in breve tempo assume la presidenza della neonata NMMA-National Marine Manufactures Association e dell’American Boat and Yacht Council, dove si è occupato specificatamente della sicurezza in mare, degli standard applicati, dei singoli prodotti e del design. Inoltre, è stato direttore dell’affiliato West Lawn Institute e Sport Fishing Institute. Jeff Napier ha ricoperto quest’incarico a partire dal 1980 fino agli anni 1990, creando nuove associazioni negli USA. In America la NMMA, in quegli anni contava 450 aziende associate, con un budget di oltre 3 milioni di dollari. In breve tempo negli anni Novanta, le aziende associate diventarono oltre 1800 in tutto il territorio statunitense, con un budget di 35 milioni di dollari.

Jeff Napier

Nautica, cantieri e pop art

L’Ufficio di Washington D.C. ha svolto, grazie all’amministrazione Clinton e ai costanti sforzi della NMMA e dei suoi associati, una funzione fondamentale al provvedimento che contrastava la tanto vituperata tassa sulle imbarcazioni di medie e grandi dimensioni che, se applicata, sarebbe costata alla cantieristica navale negli Stati Uniti migliaia di posti di lavoro. Dopo questo importante risultato Napier e il suo staff, che era ormai prossimo alle cento persone, diedero inizio alla presenza della NMMA nell’organizzazione e gestione anche di molti saloni internazionali. La sede di Chicago fungeva da direzione generale, altre sedi distaccate vennero aperte a New York, Miami, St Louis, New Orleans, Toronto e Genova, incrementando le attività di presenza ai Saloni Nautici da 4 a 23 in un solo anno. Attualmente la NMMA rappresenta circa l’Ottanta per cento delle industrie nautiche americane ed è in continuo sviluppo grazie anche ai nuovi Manager che hanno continuato l’opera di Napier al timone dell’organizzazione. Nel corso di questi Saloni Nautici Jeff Napier ha intrecciato vari rapporti con illustri personaggi del mondo nautico ottenendo importanti riconoscimenti. Nel 1996 al Museo “The Art Institute of Chicago” in occasione dell’importante mostra del pittore Roy Lichtenstein, approda davanti al maestoso ingresso del Museo lo splendido Young America il 78 piedi in gara per la Coppa America a Rhode Island. Una magnifica sirena lungo tutto lo scafo dello yacht, ritenuta la più grande opera del pittore statunitense maestro della pop art d’oltre oceano.

Young America

 

Cambio di orizzonte

Insignito di molti riconoscimenti, tra i quali dalla US Coast Guard nel 1986 e nel 2003 della Hall of Fame per il suo contributo allo sviluppo del settore della Nautica, Jeff Napier ha retto l’organizzazione della NMMA fino al 1999 lasciando poi l’incarico di Presidente a Thomas DammrichA questo punto cominciò la seconda vita del manager americano che cambia radicalmente rotta nelle sue attività. Sposa l’italiana Liliana De Negri, “Tay” per gli amici, sua collaboratrice in tante missioni in giro per il mondo, si trasferì in estate nel Tigullio, a Rapallo. Così i coniugi vissero tra l’America e l’Italia per anni: in estate nella casa di Rapallo, in inverno nel clima dolce dell’Arizona. Poi lasciata la bella casa che Jeff aveva acquistato in Arizona si trasferì in modo stabile in Italia.

Jeff Napier

La vita italiana

Jeff e Tay facevano brevi gite giornaliere in barca sullo splendido utility in mogano di famiglia, il “Cian cianin” costruito dal Cantiere Navale di Chiavari anni addietro, seguendo con passione le uscite di allenamento che sua moglie faceva sul Dinghy 12’ “Scignoria” costruito anch’esso nel cantiere di Chiavari sotto la direzione del suocero che lo aveva gestito per anni.
Jeff Napier aveva accumulato, negli anni della sua attività, molta competenza in fatto di nautica e poteva finalmente metterla in pratica come “coach” in famiglia. Insieme a Tay hanno anche navigato per anni su “Azul, un 6 metri S.I. acquistato da Tay in Svezia che per 22 anni è stato della coppia e con il quale hanno fatto piacevoli gite nel golfo del Tigullio sino a quando, in seguito a una forte mareggiata che investì il porto di Rapallo, il magnifico yacht naufragò in porto. Sino all’ultimo Jeff si è interessato delle attività della moglie, Ufficiale di Regata, accompagnandola assieme a una squadra di amici velisti in tutte le regate in Liguria e oltre. Molto stimato nel mondo della vela per i suoi modi signorili e sempre rispettosi, Jeff Napier ci ha lasciati nel 2018 dopo una breve malattia, assistito dalla sua inseparabile Tay e con grande cordoglio tra amici e i colleghi, americani e non solo.

Gianni Magnano genovese di Voltri, ingegnere navale, Ufficiale di Regata FIV, storico ed esperto del mondo dello Yachting

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