Stanley Cup. Primato e memoria

Ambita, sognata, sfiorata, conquistata. Nessun gesto rende meglio l'idea estetica della vittoria quanto alzare una Coppa al cielo. Se poi si tratta della Stanley Cup, allora si alza al cielo una grande storia
Stanley Cup

Il gioco, la partita, la sfida e poi, se arriva, quando arriva, il momento dove tutto trova compimento.
Sognata, ambita, a volte sfiorata, la vittoria non è più solo un gesto tecnico, ma un movimento dell’anima.

Vittoria che significa emozione, suggestione, gesti e simboli.
Vittoria che vuol dire lacrime, abbracci e sorrisi, applausi, medaglie e coccarde.
Nulla però restituisce maggiore senso estetico di una vittoria quanto alzare una Coppa al cielo.
Se questa poi è la Stanley Cup, la coppa più antica del Nord America, memoria tangibile di sport e storia, allora c’è tanto da dire.

Lord Stanley

La Stanley Cup, acquistata nel 1892 da Sir Frederick Arthur Stanley, Lord Stanley di Preston per 10 ghinee, è il più antico trofeo dello sport professionistico del Nord America.  
Una piccola disputa storico-sportiva riguarda in effetti anche questo primato che a volte viene messo in discussione ricordando l’America’s Cup.
L’America’s Cup Trophy è certamente il più antico trofeo del mondo, visto che la cosiddetta Coppa delle 100 ghinee nasce nel 1851. Nasce però messa in palio dal Royal Yacht Squadron in occasione dell’Esposizione Universale di Londra del 1851 come premio per una regata di 53 miglia intorno all’isola di Wight.  Una regata che sarà vinta dallo yacht America da cui la Coppa prenderà poi il nome.
La Stanley Cup nasce invece per premiare il “vincitore del campionato del Regno del Canada” e nel 1893 la Montreal Amateur Athletic Association fu la prima squadra ad ottenerla.
Dal 1926 la Coppa è il trofeo assegnato al vincitore del torneo della National Hockey League, dove competono squadre statunitensi e canadesi.

Stanley Cup

 Modello unico

Una storia antica, quindi, un primato di memoria sportiva continentale, ma quello che rende unica la Stanley Cup è anche il suo design. Dalla prima versione del 1892 la forma è cambiata leggermente fino al secondo dopo guerra, arrivando a quella che conosciamo oggi: una ciotola in cima, un collare e cinque grandi fasce orizzontali, dove su quattro di esse sono incisi i nomi di tutti i giocatori della squadra vincente.
Quando lo spazio si esaurisce vengono cambiate le targhe più “vecchie”, così da poter poi ospitare i nomi dei nuovi vincitori.
Ovviamente, nulla va perso. Le targhe cambiate sono conservate, insieme alla ciotola originale del 1892, in un caveau della Hockey Hall of fame di Toronto.
La Stanley Cup attualmente è alta 90 cm, pesa 15,6 kg e può ospitare fino a 2.267 nomi, ma se tutte le targhe dall’inizio della sua storia fossero state conservate, ad oggi il trofeo raggiungerebbe quasi due metri d’altezza.
Certo è che, oggi, la Stanley Cup è il trofeo sportivo più grande al mondo.

Stanley Cup

Tradizioni

Al termine dei Finals 2022 sono stati i Colorado Avalanche ad assicurarsi la vittoria e quindi la Coppa, di cui sono detentori fino alla prossima assegnazione. Visto che il gioco di squadra moltiplica le soddisfazioni personali, ciascun giocatore può portare la Coppa a casa, ma solo per 24 ore, prima di passarla agli altri compagni.  
Adesso non rimane che attendere il prossimo vincitore!

 

 

Rachele Colasante nata a Roma nel 1999, da sempre incuriosita dalle storie, studia Lettere a RomaTre cercando di scrivere la sua al meglio. Ancora non sa dove la condurrà il suo percorso, ma per ora si gode il paesaggio.

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