Partito vent’anni or sono alla volta di New York a scopo di lavoro l’ing. Giovanni Martucci, napoletano puro sangue, appassionato della navigazione a vela, nonché competentissimo tecnico navale, per molti anni coltivò il disegno di effettuare il viaggio dalla tentacolare Città dei grattacieli alla sua dolce e incantevole Napoli, ma soltanto verso la fine dello scorso anno tale disegno prese consistenza ed il viaggio fu meticolosamente organizzato. Fatta la scelta dell’imbarcazione e trovati i compagni disposti ad affrontare i rischi del fortunoso viaggio, il due giugno l’Iris – tale è il nome dell’imbarcazione – lasciava dietro sé la ciclopica Statua della Libertà e metteva decisamente la prua verso il mare aperto. Il quattro luglio il semaforo di Cadice, il magnifico porto atlantico spagnolo, avvistava la piccola imbarcazione del Martucci che poco dopo attraccava al molo sud del porto andaluso, e la Radio Nazionale Italiana trasmetteva al mondo la notizia della bell’impresa compiuta dall’ingegnere napoletano.
L’Iris
L’Iris è una piccola nave a vela di appena 11 metri, ed è dotata di un minuscolo motore che però venne soltanto usato per eseguire le manovre di entrata e di uscita nei porti in cui gli audaci veleggiatori decisero di sostare brevemente. A bordo dell’Iris insieme all’ingegner Martucci si trovano la moglie, due americani, Robert Shoeller e Paul Werner, e due italiani residenti a Brooklyn, Giuseppe Pernice e Giuseppe Barresa. I cinque uomini si avvicendarono giorno e notte al governo delle vele e del timone riposando e dormendo a turno sicché il viaggio procedette ininterrottamente. Soltanto tre volte ammainarono le vele a causa di venti burrascosi che, in pieno Atlantico, minacciarono di far naufragare la piccola Iris. Due tempeste violentissime misero a dura prova la resistenza di questi cinque uomini ardimentosi. A Cadice, l’Iris sostò brevemente ed alcuni italiani appena avuta notizia dell’arrivo vollero salutare i coraggiosi veleggiatori atlantici.La piccola Iris riprese la navigazione bordeggiando le coste spagnole fino a Barcellona. Da qui essa proseguì in pieno mare e, a vele spiegate a pieno vento, direttamente verso Genova ove dopo una sosta di un solo giorno proseguì per Napoli ove i coniugi Martucci hanno i loro parenti.L’impresa senza alcun dubbio costituisce un’altra prova di quell’ardimento marinaro della stirpe nostra celato alle volte sotto l’austero lavoro quotidiano dei nostri emigranti in terre lontane che sanno conservare in fondo al loro cuore – sotto qualsiasi cielo e qualunque latitudine – l’amore perenne, nostalgico e sincero, della Patria lontana.
Dalla “Gazzetta Italiana”, giornale della comunità italoamericana (9 giugno 1939)
Partono per l’Italia su un battello di 36 piedi
Mr. e Mrs John Martucci, di Brooklyn, sono partiti alla volta dell’Italia sul battello di 36 piedi Iris in compagnia di quattro amici. La loro prima fermata sarà ad Halifax N.8. Mr Martucci è capitano, la signora ha assunto il compito di far da cuoca. John Pernice e Robert Scheoller si sono assunti il compito di fare un po’ di tutto: di passare ossia dal timone all’apparecchio radiofonico, Paul Werner e Joseph Barrera hanno anche loro promesso di fare di tutto onde il viaggio proceda bene. Il Martucci e la moglie sognavano da anni un viaggio simile. Essi dal giorno in cui vennero in America non avevano più fatto ritorno in Patria ed eccoli ora già in alto mare verso la meta. La Consolidated Edison Co. presso la quale il Martucci spera di andare, venire e girare in Patria tutto intorno dal Tirreno all’Adriatico.
Quando l’lris levò l’ancora fu salutato da colpi di cannone dallo Shepshead Bay Club che era gremitissimo di soci che si erano recati a vedere partire i coraggiosi, che sul battellino di 36 piedi non è certo impresa di ogni giorno affrontare l’oceano, il Martucci spera di giungere Genova facendo fermata a Lisbona. Da Genova continuerà per Napoli ove ha un fratello che lo attende. L’Iris è ben provvisto di cibi in scatola ed ha 90 galloni di acqua. Vi è a bordo anche un piccolo forno che Mrs Martucci adopererà per fare il pane e se occorre anche dei dolci. Al ritorno l’Iris seguirà la rotta del sud e toccherà le Azzorre e forse qualche porto dell’America del Sud. Prima della partenza i soci del Club offrirono ai partenti un pranzo e ricevettero in dono una pergamena tutta adorna di zampe di conigli.
Le zampe di conigli, come tutti sanno, portano fortuna.
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L’articolo è stato pubblicato sulla rivista Memorie del Mare di gennaio 2026