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F√©licien Vervaecke. Il Tour del ’38 come romanzo

Félicien Vervaecke

Una famiglia di ciclisti i Vervaecke, figli di un Belgio che al ciclismo ha dato campioni infiniti. F√©licien Vervaecke ha avuto qualcosa in pi√Ļ per√≤; buon ciclista, ottimo scalatore , ma l’unico a diventare idolo ed esempio di un ragazzino nel bel romanzo di Hugo Claus “La sofferenza del Belgio”

Ottavio Bottecchia. Il Giro che manca

Ottavio Bottecchia

Un Giro d’Italia da Isolato, tre Tour de France, due vinti, ma tutti e tre da campione. Ciclista professionista a 26 anni, una carriera veloce come la sua vita, andata in fuga troppo presto. Ottavio Bottecchia √® stato ciclista tra i pi√Ļ grandi. Mordendo miseria, fatica e destino Ottavio Bottecchia √® stato soprattutto un uomo libero.

Marco Pantani. Prima della fine

Marco Pantani

Venti anni di Marco Pantani, venti anni senza Marco Pantani, ma non √® di un 14 febbraio e del suo mare grigio che voglio dire. Voglio dire di quello che c’√® stato prima. Voglio dire di un’estate, quella del ’98, una delle pi√Ļ grandi del ciclismo. Oggi il Jolly Roger non √® a mezz’asta. Oggi il Jolly Roger √® alto al cielo.

Gastone Nencini e il treno galeotto

Gastone Nencini

Una piccola storia, un aneddoto che fotografa il tempo. √ą il 1960 quando Gastone Nencini vince il Tour de France, un trionfo per il ciclista intrepido delle discese. Il rientro in Italia √® in treno ed un trionfo √® quello che lo attende alla stazione di Firenze. A Bologna qualcuno sale sul treno e lo raggiunge. Qualcuno che, in un’Italia ancora ferma su s√© stessa, a Firenze si dovr√† nascondere

Learco Guerra. Il Duellante

Learco Guerra

Learco Guerra, gambe e cuore, muscoli e passione. Una vita di duelli, con il destino prima, con Alfredo Binda poi, con la velocit√† sempre. Locomotiva umana, cos√¨ √® passato alla storia. Tutto vero, ma Learco Guerra √® stato pi√Ļ cuore che macchina, pi√Ļ coraggio che vapore. Per questo noi prendiamo licenza e preferiamo ricordarlo come il Duellante.

1965. Quando Gimondi prese la Bastiglia

Gimondi

1965. Il 14 luglio Felice Gimondi porta a casa un sogno e vince il cinquantaduesimo Tour de France. Sar√† una sorpresa, ma √® l’esordio di una vita da campione. Vincer√† di tutto e per lunghe stagioni dueller√† con Eddy Merckx, non un cannibale, ma un marziano. Oggi, nel suo giorno, Felice Gimondi, campione e bella persona lo ricordiamo come se stessimo ancora giocando con lui, a biglie, sulla spiaggia.

Giusto Cerutti. Iconografia di un ciclista indipendente

Giusto Cerutti

La lettura di una fotografia può riservare sorprese. Soprattutto se ci entri dentro, se ti fermi sui particolari e ti lasci portare dove vuole lei, spesso in un altro tempo e in un altro mondo. Giusto Cerutti è stato un ciclista, non un campione, ma con questa foto ha tagliato il traguardo del Tempo. E ha vinto.



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