Lea Pericoli. La signora del tennis

Venti anni di grande tennis. Amatissima dagli appassionati, ma anche da chi non seguiva particolarmente il tennis, Lea Pericoli è stata capace di conquistare gli italiani con la sua bravura, la sua eleganza e con un sorriso disarmante come un ace vincente.
 Silvano Calzini
Lea Pericoli

Fino a un po’ di anni fa se passavate verso mezzogiorno in via Arimondi, vicino a piazza Firenze, è molto probabile che vi sarebbe capitato di vedere entrare nel glorioso Tennis Club Milano una elegante signora bionda. Arrivava sempre verso quell’ora, si aggirava nei paraggi del bar dove consumava qualcosa di leggero per poi fare la sua partita quotidiana. Bastava vederla giocare per pochi minuti per riconoscerla. Era Lea Pericoli, la “signora del tennis italiano”, quella che fece scrivere ai giornalisti inglesi «Lea’s kick is chic!». Con il termine “kick” nel tennis si intende il gesto del giocatore che nel servizio si protende per battere la pallina con la racchetta e, come conseguenza, alle donne si solleva il gonnellino e lascia vedere le mutandine. Ovviamente merlettate nel caso di Lea Pericoli. A prima vista sembrava avere per la testa solo mutandine di pizzo e sottogonne di tulle rosa, ma le sue discese a rete non avevano niente da invidiare a quelle di McEnroe e i suoi leggendari lob liftati erano quelli di Federer con cinquant’anni di anticipo.

lea pericoli

I numeri parlano chiaro

Lea Pericoli ha giocato a tennis dal 1955 al 1975, è stata numero uno in Italia per 14 anni raccogliendo la bellezza di ben 27 titoli italiani tra singolare, doppio e doppio misto, un record imbattibile. Nei tornei del Grande Slam ha raggiunto tre volte gli ottavi a Wimbledon, ripetendosi allo stesso livello per quattro volte al Roland Garros; tre vittorie a Montecarlo e poi successi nei tornei di mezzo mondo, dal Cairo a Casablanca, Beirut, Istanbul, Atene, Baastad, Mosca, Lugano.

Lea Pericoli

La vita di Lea Pericoli si confonde con quella del tennis

Nata a Milano il 22 marzo 1935, ha solo un paio d’anni quando si ritrova ad Addis Abeba con i genitori e i tre fratellini. A nove anni la folgorazione. Nel giardino della grande villa dove abitavano vede per la prima volta un campo da tennis ed è subito amore. Addis Abeba è a 2400 metri di altitudine e a quelle quote non è facile respirare. Forse imparare a giocare in quelle condizioni è stato il segreto dei suoi futuri successi. Resistenza fisica e caparbietà, unite a una classe innata, sono state infatti le sue doti principali in campo. Aveva la sua arma migliore nel gioco difensivo. Fu infatti una delle prime giocatrici a giocare con astuzia e continuità il lob. Un sorriso che conquistava subito e le gonnelline corte che lasciavano intravedere pizzi e merletti hanno fatto il resto. Un simbolo della femminilità nello sport che ha fatto epoca. Una volta terminata l’attività agonistica, Lea Pericoli ha continuato a seguire il tennis come apprezzatissima telecronista e giornalista, ha condotto programmi televisivi e ha combattuto e sconfitto per due volte la malattia, diventando tra l’altro testimonial nella lotta contro i tumori. È scomparsa il 4 ottobre 2024.

Silvano Calzini è nato e vive a Milano dove lavora nel mondo editoriale. Ama la letteratura, quella vera, Londra e lo sport in generale. Ha il vezzo di definirsi un nostalgico sportivo.

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