Mario Pizziolo. Calcio e dignità

Mario Pizziolo

Mondiali 1934, quarti di finale, Italia-Spagna. Titolare inamovibile, Pizziolo è in campo, ma poco dopo l’inizio i legamenti del ginocchio saltano. Non esce, stringe i denti, fa quello che può, ma il Mondiale per lui finisce lì. Noi vinciamo la Coppa, a lui non danno neanche la medaglia. È solo l’avvisaglia di una vita che non gli sorriderà mai tanto.

Livorno. Fino all’ultimo minuto

Livorno

Mare e porto, fatica, cuore e muscoli. Calcio dal basso, di lotta e di partecipazione, i miti di Igor Protti e Cristiano Lucarelli. E poi la musica con la struggente disillusione di Piero Ciampi e l’anima combattiva della Banda Bassotti. Livorno come insieme di anime e destini. Livorno colorata solo di amaranto.