Carmen Basilio, il pugile di Dio

Carmen Basilio, pugile di Dio, religioso praticante a fine match si faceva sempre il segno della croce. Una sera, però, ha fatto qualcosa in più. Ma quella non era una sera qualunque. Quella era la sera in cui sconfisse Sugar Ray Robinson.
Carmen Basilio

Carmen Basilio, all’anagrafe Carmine, americano di Canastota, Stato di New York, figlio come tanti di tante Patrie, spagnola e italiana le sue, quelle del sangue, quelle delle origini.
Nel 1927, quando Carmine nasce, Canastota più che una cittadina è un villaggio; vita di comunità, vita da provincia americana punteggiata di riti laici e no.
Tira di boxe Carmine, ma non solo. Carmine prega e lo fa intensamente.

Scelta o educazione, vallo a sapere, ma in fondo non è così importante.

Il ring come destino

Il 24 novembre 1948 Carmen Basilio ha poco più di 20 anni quando esordisce da professionista battendo Jimmy Evans, buon welter, ma senza un grande destino.
Il destino, invece, è per Carmen Basilio che rimarrà sul ring fino al 1961 e farà grandi cose.

Il 10 giugno 1955 combatte contro Tony De Marco.
Americano di Boston, sangue di Sciacca nelle vene, De Marco è campione del mondo pesi welter da due mesi, ma alla dodicesima ripresa si ritrova a terra; Carmen Basilio si prende titolo e cintura.
Nel 1957 la rivista Ring Magazine lo nomina Fighter of the year e la stessa rivista, tra il 1955 e il 1959 nominerà Match of the year cinque suoi incontri.

Tra questi quello del 23 settembre 1957 allo Yankee Stadium, Bronx, New York.
Forse il più clamoroso.
Passato di peso, Carmen Basilio ha davanti Sugar Ray Robinson, sei anni e qualche chilo più di lui, ma soprattutto diversi titoli mondiali sulle spalle.

Non quella sera, però

Quella sera, dopo 15 tiratissime riprese che passeranno alla storia come uno dei più belli, intensi e drammatici incontri di un mondiale dei pesi medi, Sugar Ray Robinson perde ai punti.
L’arbitro vota a suo favore, ma i due giudici assegnano un leggero vantaggio a Carmen Basilio e tanto basta per incoronare il coltivatore di cipolle dell’Upstate – così lo chiamavano – campione del mondo dei pesi medi.
Non lo rimarrà per molto, perché l’altro dopo sei mesi si riprenderà il titolo, ma questa è un’altra storia.

(23 settembre 1957. Carmen Basilio prega sul ring dopo aver sconfitto Sugar Ray Robinson)

Quella sera il campione è lui, è Carmen Basilio.

Anzi, Carmine di anagrafe e di cuore, che a fine incontro fa quello che sapeva fare meglio oltre che tirare di pugni
La foto ce lo restituisce avvolto nella sua vestaglia, inginocchiato sul ring, mani giunte, viso tumefatto, capelli scomposti e sguardo verso il basso mentre prega e ringrazia Dio, indifferente agli sguardi perplessi di chi gli sta intorno.
Praticante fino allo scrupolo, Carmen Basilio di Sugar Ray Robinson non avrà mai stima e non si farà remore a riconoscerlo pubblicamente come un grande pugile, ma anche come un grande figlio di puttana.

Dopo 79 incontri, di cui 56 vinti e, tra questi, 27 per KO, Carmen Basilio scende dal ring nel 1961.

L’età, certo, ma è anche vero che dopo i due match con Sugar Ray Robinson qualcosa in lui era cambiato.
Ma il pugilato per il coltivatore di cipolle è un destino familiare.
Il 3 dicembre 1970, a Syracuse, suo nipote Billy Backus batte il cubano José Nàpoles e anche lui diventa campione del mondo dei welter.
Non abbiamo foto che ce lo raccontino, ma sembra di vederlo Carmen Basilio pregare e ringraziare Dio anche quella volta.

 

Marco Panella, (Roma 1963) giornalista, direttore editoriale di Sportmemory, curatore di mostre e festival culturali, esperto di heritage communication. Ha pubblicato "Il Cibo Immaginario. Pubblicità e immagini dell'Italia a tavola"(Artix 2015), "Pranzo di famiglia. Una storia italiana" (Artix 2016), "Fantascienza. 1950-1970 L'iconografia degli anni d'oro" (Artix 2016) il thriller nero "Tutto in una notte" (Robin 2019) e la raccolta di racconti "Di sport e di storie" (Sportmemory Edizioni 2021)

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